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Pokémon Home: organizziamoli tutti!

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Era il 2004 quando sbarcava in occidente Pokémon Box: Rubino e Zaffiro, un software per Nintendo GameCube in grado di comunicare con i box dei giochi Pokémon di terza generazione, attraverso un cavo da collegare con il proprio GameBoy Advance ed un’intera memory card da 59 blocchi inclusa nella confezione. Così si riusciva ad ampliare il magazzino virtuale dei giochi Pokémon con 25 box “extra-large” per una riserva complessiva di 1500 slot Pokémon ulteriori.

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I box, il doppio più capienti, si gestivano allo stesso modo dei titoli su GameBoy Advance.

Il progetto era ancora acerbo: le uniche funzionalità erano la gestione dei box (pur con un discreto livello di profondità nell’analisi elle statistiche dei Pokémon) ed una blanda modalità espositiva dei Pokémon ivi depositati. Del resto, era per la stessa Nintendo che aveva concepito il progetto come un semplice esperimento: il gioco era stato difatti distribuito, in America, solo attraverso i negozi ufficiali Pokémon Center, mentre in Europa era stato relegato in un bundle del GameCube con Pokémon Colosseum e come premio del fu programma fedeltà a stelle Nintendo.

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La modalità esposizione: serviva davvero?

Passano gli anni, le generazioni Pokémon si susseguono e con esse le tecnologie nel mondo reale. Così, 10 anni e tre generazioni dopo, nel 2014 viene lanciata la Banca Pokémon su Nintendo 3DS. I box a disposizione, ora di dimensioni analoghe rispetto a quelli dei giochi, sono 100 e permettono di immagazzinare fino a 3000 Pokémon. Nonostante le funzionalità si limitano anche in questo caso alla mera gestione dei box, questa infrastruttura ormai priva dai vincoli di cavi e memory card diventa quasi indispensabile per i collezionisti di Pokémon, per i quali i box in dotazione dei singoli titoli erano divenuti ormai insufficienti per immagazzinare tutti i 721 Pokémon totali con cui si era arrivati con l’allora neonata sesta generazione.

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Molto simile al predecessore, grazie al Poké Trasferitore è anche possibile portarsi dietro i Pokémon dalle generazioni precedenti alla sesta.

Sei anni e due generazioni Pokémon dopo, questa infrastruttura conosce la sua ultima evoluzione: Pokémon Home viene rilasciato nel febbraio del 2020.

 

Un Pokédex di ultima generazione a portata di tasca

Pokémon Home non è solo un nuovo gestionale espanso di box Pokémon ma, a differenza dei suoi predecessori, offre una vasta gamma di ulteriori funzionalità. Inoltre, per la prima volta il software non è limitato alla sola console Nintendo ma è usufruibile anche su smartphone e tablet, andando a creare un unico ecosistema condiviso.

Prima di passare in rassegna alle caratteristiche di questa duplice applicazione, è bene precisare che è fruibile in due modi differenti: gratuitamente e a pagamento. Purtroppo, come esamineremo in seguito, le funzionalità base risultano molto scarse rispetto a quelle Premium.

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Su Nintendo Switch, la gestione dei box è del tutto simile al gioco vero e proprio.

Innanzitutto, il software raddoppia ancora una volta la capacità di immagazzinamento dei predecessori, arrivando a 6000 slot su 200 box. I Pokémon possono essere trasferiti da Pokémon Spada e Scudo, Let’s Go Pikachu e Evee, dalle generazioni precedenti attraverso la Banca Pokémon e, con un aggiornamento futuro, anche da Pokémon Go. Le modalità di organizzazione dei box sono diverse a seconda del dispositivo utilizzato: su smartphone e tablet gli spazi saranno gestiti come su Pokémon Go, ovvero con un unico grande box dove poter ulteriormente categorizzare i mostriciattoli in preferiti e sotto-categorie. Su Nintendo Switch la gestione avverrà attraverso dei box come quelli presenti nei giochi tradizionali come Spada e Scudo.

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Su smartphone e tablet, l’interfaccia ricorda da vicino Pokémon Go.

A prescindere dalla versione utilizzata, selezionandoli i Pokémon vengono analizzati nei minimi dettagli: punti caratteristica, natura, mosse, abilità, etichette, simboli, AO, giochi compatibili su cui poterli trasferire e, per gli amanti del competitivo (ma non solo), anche EV e IV.

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Un Zamazenta con gli EV maxati, pronto ad entrare in combattimento… come Uber.

Portarsi i propri Pokémon ovunque non è che la punta dell’iceberg di quello che il software ha da offrire. Prima di tutto, il software reintroduce il Pokédex nazionale, grande assenza nei titoli di ottava generazione, riaprendo così la strada ai collezionisti più incalliti di completare, per la prima o l’ennesima volta, l’ormai sconfinata collezione di mostriciattoli tascabili. E non solo: Pokémon Home è anche un’enciclopedia di tutte le mosse e le abilità Pokémon compatibili con l’ultima generazione, la quale segnala altresì quali mosse e abilità sono registrate “a catalogo” presso i Pokémon depositati.

La terza, grande funzione consiste nella possibilità di scambiare i Pokémon dappertutto attraverso una connessione a internet. Questo sistema si snoda attraverso cinque modalità. Innanzitutto ritorna il Global Trade System, sistema introdotto nelle passate generazioni che mette in contatto giocatori di tutto il mondo in un vero e proprio mercato virtuale dove domanda e offerta di Pokémon si incontrano. Se si è in cerca di un determinato Pokémon si possono cercare i mostriciattoli messi a disposizione degli altri giocatori e vedere la creatura richiesta in cambio, e scremare le tipiche richieste più assurde escludendo i Pokémon leggendari dal computo delle richieste. Se invece non si ha particolare fretta o la creatura ricercata è di difficile reperibilità, si possono depositare fino a tre Pokémon contemporaneamente in cambio dei Pokémon desiderati.

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Un Magikarp per un Kyurem? Si certo, perché no!

In alternativa è possibile entrare in gruppi di scambio, delle piazze virtuali in cui scambiare con un massimo di 20 persone in simultanea, siano esse amici registrati oppure utenti selezionati casualmente. Un’altra possibilità di scambi è data dall’ampliamento degli scambi prodigiosi, funzionalità presente nelle ultime generazioni. Grazie a questa funzione si possono depositare fino a dieci Pokémon che verranno scambiati casualmente con altri 10 Pokémon depositati nello stesso modo da altri giocatori (la cui ricerca richiede diverse ore, permettendo circa 2-3 scambi prodigiosi al giorno). Infine, si possono registrare degli utenti come amici per scambiarsi i Pokémon in modo ancor più diretto e veloce.

Il susseguirsi degli scambi permette di accumulare dei punti che possono essere convertiti in Punti Lotta su Pokémon Spada e Scudo.

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10 Pokémon da “scartare”. Cosa ci sarà?

 

Un Pokédex costoso?

Se le funzionalità Premium rendono Pokémon Home un utilissimo compagno di viaggio per gli allenatori, altrettanto non si può dire per la versione gratuita. Infatti, quest’ultima versione presenta solo 1 Box da 30 Pokémon, non permette trasferimenti dalla Banca Pokémon e riduce gli slot per gli scambi a 1 per quelli ordinari e a 3 per quelli prodigiosi; di fatto, la versione gratuita risulta dunque essere una semplice estensione per lo scambio online per i giocatori di Pokémon Spada e Scudo.

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Le differenze in sintesi. Anche il sistema di valutazione delle statistiche dei Pokémon è assente.

Il piano Premium prevede tre fasce di prezzo: 2.99 euro per un 30 giorni, 4.99 per 90 giorni e 15.99 per tutto l’anno. I prezzo non sono certo accessibili, considerato che non include gli ulteriori 4.99 euro annui richiesti per la Banca Pokémon e non è incluso nell’abbonamento Online per Nintendo Switch, il quale del resto si pone ad un prezzo appena superiore.

Nonostante le numerose funzionalità offerte, il prezzo è piuttosto alto e sembra tagliar fuori tutti coloro che non giocano assiduamente alla serie. Tuttavia, è bene ricordare che interrompere il servizio Premium non comporta alcun tipo di perdita dei Pokémon depositati, limitandone la fruizione solamente al primo box. Di conseguenza, si può considerare l’abbonamento annuale come opzionale e propendere per le soluzione mensile o trimestrale solo nei periodi di maggior utilizzo dei titoli Pokémon.

Voi state utilizzando Pokémon Home? Come vi trovate? Pensate che il prezzo sia alto? Discutiamone insieme su Facebook ed Instagram! Restate sintonizzati per tante altre news a tema Pokémon e Nintendo. Un saluto da Pokéuomo.

Laureato in economia, grande cultore del mondo del marketing e appassionato di videogiochi fin da tenere età, sono stato svezzato a 3 anni con i miei primissimi videogiochi, a 4 con nientemeno che Monkey Island giocato assieme a mio padre e a 5 ho portato a termine il mio primo videogioco in assoluto, Pandemonium, dando il via "ufficialmente" alla mia passione. Da allora ho portato a termine quasi tutti i più celebri titoli usciti su console, dalla prima Playstation in avanti. Tolti i titoli sportivi, non c'è genere di gioco in cui non mi piaccia cimentarmi

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