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Pokémon Spada e Scudo: la recensione – paura di volare verso le stelle!

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Pokémon Spada e Scudo: la recensione - paura di volare verso le stelle! 1

Pokémon Spada e Scudo

59.99
7.6

Gameplay e longevità

8.0/10

Comparto sonoro

10.0/10

Coerenza e cura del dettaglio

7.5/10

Innovazione

6.5/10

Comparto grafico

6.0/10

Pros

  • Colonna sonora
  • Gameplay
  • Coerenza tra habitat e Pokémon
  • Personalizzazione

Cons

  • Si osa poco col comparto grafico
  • Animazioni non sempre dettagliate

Finalmente è arrivato il grande giorno: Pokémon Spada e Scudo sono usciti. Sembra ieri che giocavamo con i nostri mostri tascabili sullo schermo annerito del Gameboy, magari in macchina rannicchiati vicino al finestrino, aspettando la luce dei lampioni per proseguire nella nostra avventura. Quella che ci si para davanti oggi è una faccia di Pokémon che non abbiamo mai visto prima d’ora. Grandi e piccini (e medie taglie) potranno intraprendere un percorso del tutto nuovo in una regione inedita e con una formula mai vista all’interno del brand.

Sin da piccoli, ed i veterani confermeranno, abbiamo sognato di giocare con i Pokémon sullo schermo della TV. Era impossibile ai tempi del tubo catodicoquando il ragazzo fuori al supermercato ci vendeva una copia di Pokémon per PS1 che in realtà altro non era che uno sparatutto koreano. È finalmente possibile oggi, ai tempi del 4k e con una consolle dalle grandi capacità. I titoli in questione affrontano lungo tutta la loro lunghezza proprio questa contrapposizione tra innovazione e tradizione che caratterizza un po’ la situazione odierna di un brand ormai maggiorenne in tutti gli stati.

Sarà davvero il momento di spiccare il volo con delle ali HD per Pokémon e compagnia? Scopriamolo in questa recensione assolutamente spoiler free.

Pokémon Spada e Scudo: quando si ha paura di volare

città vive e colme di dettagli si intervallano sezioni di ambiente totalmente anonime. Lo stesso clima di anonimato lo suscitano in un primo momento anche le Terre Selvagge, certamente belle per la cara ed apprezzata telecamera mobile, ma fin troppo sicure per permettergli di far giustizia al nome che portano.

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Pochi Pokémon, poca natura e texture a volte scarse. L’area open world di Pokémon Spada e Scudo saprà sicuramente farsi perdonare quando verranno utilizzate in multiplayer. Questi spazi saranno quindi animati dagli altri Allenatori che troveremo Online, con i quali potremo interagire attraverso il PokéCampeggio ed i raid Dynamax e Gigamax.

Ad avviso di chi scrive, le capacità di Nintendo Switch vengono sfruttate solo in parte da due titoli che potevano rappresentare un terreno di prova ben più vasto di così. È palese agli occhi del videogiocatore che qualcosa manca. Quel qualcosa che ci riempie lo stomaco è l’enorme mancanza di una reale prova di forza da parte di GameFreak, che al primo esame all’università si accontenta di un 18 senza dar peso a quanto questo influirà sulla media finale.

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Pokémon è un brand che corre verso la maturità, caratteristica accostabile per adesso solo a titoli come Zelda e Mario, che hanno fatto del salto su Nintendo Switch il proprio motore traente verso le stellePokémon Spada e Scudo osa, ma non abbastanza, non quanto ci si aspettasse.

Ai giorni d’oggi i videogiocatori più affezionati vogliono qualcosa in cambio, vogliono essere ripagati per la loro fiducia ventennale. Vedere un Doppiocalcio di Scorbunny (ed evoluzioni) realizzarsi in un semplice “salto” dello sprite 3D non è accettabile. C’è un MA, che riguarda altre animazioni di gioco davvero ben curate che ti fanno dimenticare certe situazioni.

Nonotante dunque un comparto grafico un po’ al di sotto delle aspettative (forse troppo alte), l’esperienza di gioco in Pokémon Spada e Scudo è sana e salva e non risente dei problemi soprariportati. Tutto scorre perfettamente, sia in modalità portatile che in dock.

Di Galar ricorderemo la musica

Un gioco Pokémon che si rispetti, lo sappiamo, sa offrire una colonna sonora da urloPokémon Spada e Scudo non manca la tradizione di un comparto sonoro d’avanguardia, capace però di sposare innovative influenze dei tempi moderni.

Il mix tra lo stile contemporaneo dei giochi Nintendo e quello della più classica GameFreak di Rubino/Zaffiro porta alla luce un risultato senza eguali. Le OST offerte al pubblico sono capaci di emozionare, caricare e rilassare chi gioca tra un percorso e l’altro della regione di Galar. Appena entrati nella prima palestra si ha la sensazione di star affrontando una sfida davvero importante, cosa che riverbera più forte durante la lotta con gli allenatori.

Anche gli effetti sonori sono graziosamente evoluti grazie ad un minuzioso lavoro di miglioramento che sappia rispettare il classico stile Pokémon.

Pokémon Spada e Scudo: quanto c’è da fare!

Senza scendere in dettagli che potrebbero facilmente rivelarsi spoiler, ci si limiterà in questa sede a parlare della regione di Galar come un fantastico luogo in cui ci sono un sacco di cose da fare. Letteralmente, per raggiungere la prima palestra, il giocatore più attento ai dettagli potrebbe impiegare anche diverse ore di gioco.

Pokémon Spada e Scudo è divertente all’ennesima potenza. L’avventura su Nintendo Switch al seguito dei mostri tascabili è adatta a tutti i tipi di videogiocatore, senza eccezione per nessuno. Che si voglia rushare o giocare con tutta calma, si troverà sempre spazio per passare in maniera positiva il proprio gameplay. Grazie ai tanti minigiochi, ai lavori, al PokéCampeggio ed ai raid, anche il giocatore più frettoloso vorrà “perdere tempo” per assaporare tutto ciò che Galar ha da offrirgli.

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Pokémon Spada e Scudo, nonostante le pecche grafiche sopracitate, sono giochi da godersi in tutta tranquillità e da sviscerare con passione. C’è davvero tanto spazio per il divertimento in questi titoli per la ibrida della Grande N, sarebbe un peccato non sfruttare al massimo ciò che in realtà rende davvero validi questi giochi, al di là di trama, competitivo e multiplayer, fattori questi ultimi che non fanno altro che arricchire ulteriormente un’esperienza di gioco immersiva e mai monotona.

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La personalizzazione del personaggio, infine (ma non per importanza), è la ciliegina sulla torta di due giochi che vogliono modellarsi al giocatore sotto ogni aspetto possibile. Ogni esigenza estetica sarà soddisfatta – ovviamente nei limiti dei negozi virtuali.

Trainer Style

In viaggio nella regione di Galar, dalla chiara ispirazione British

Fin dai primi annunci, è risultato lampante che la nuova regione in cui ci saremmo ritrovati ad intraprendere l’ennesima avventura Pokémon, avrebbe avuto fortissime ispirazioni dalla Gran Bretagna. Ebbene, Galar conferma le aspettative, portandoci in una regione dalla forte caratterizzazione ‘’british’’, pur prendendosi le dovute licenze per rendere l’esperienza di gioco il più varia possibile dal punto di vista degli ecosistemi e della caratterizzazione peculiare di ogni città.

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Malgrado ciò, la sensazione di star facendo un giro per le campagne inglesi, piuttosto che in una città tradizionale dallo stile rustico, o una megalopoli stile Londra, resterà preponderante lungo tutta l’avventura. GameFreak riesce anche stavolta, come spesso è successo, a coniugare perfettamente le caratteristiche peculiari del luogo reale di ispirazione con gli elementi di fantasia, utili a rendere la nuova Regione Pokémon assolutamente ben caratterizzata e diversa dalle precedenti.

Il tema della coesione tra tradizione e innovazione è ben preponderante in questa coppia di titoli, ed è perfettamente visibile grazie alla mappa di gioco. A sentieri immersi nel verde o nella pura campagna, città rurali, resti di civiltà antiche, si contrappongono città ultramoderne, la ferrovia, che attraversa tutta la Regione, e i tanto famosi stadi, costruzioni moderne che risultano essere il vero polo attrattivo dei luoghi in cui sono ubicati, rubando la scena grazie alla loro mastodonticità.

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Viaggiare per la regione di Galar, che sia tra le pericolose Terre Selvagge, sentieri boschivi, tra monti innevati o sulla costa, è un’esperienza che, al netto di parecchie incertezze grafiche, potrà dare tante soddisfazioni ai giocatori. Il salto generazionale ha giovato al brand da questo punto di vista, ma resta la sensazione che forse l’hardware della Nintendo Switch non sia stato spinto al massimo per la costruzione di questa regione, che costituirà comunque un’ottima base per miglioramenti futuri.

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Un Pokédex in sintonia con la Regione di apparatenenza

Parlare del Pokédex è sempre complicato. L’introduzione di nuovi Pokémon monopolizza sempre l’attenzione di tutti i fan, generando discussioni senza fine tra chi apprezza determinate scelte stilistiche e chi storce il naso invocando i bei vecchi tempi.

Fatta questa doverosa premessa, c’è da dire che chi vi scrive ha parecchio apprezzato il nuovo Pokédex, non solo dal punto di vista del design dei nuovi mostriciattoli, ma soprattutto per una caratteristica che, in questa generazione, è più chiara che mai, ovvero la sintonia totale tra i nuovi Pokémon con la regione di appartenenza. Come già scritto in precedenza, Galar è una regione molto eterogenea, ma che conserva una forte ispirazione dalla Gran Bretagna, chiaramente visibile sia nella mappa di gioco che nel nuovo Pokédex costruito saggiamente sugli usi e costumi inglesi.

Si va da citazioni palesi come un Pokémon ispirato al cane preferito della Regina Elisabetta, di razza Corgi, ad uno chiaramente ispirato alle antichissime Stonehenge. Vi sono anche numerose altre citazioni, più o meno velate, a miti e leggende inglesi. Non mancano anche creature ispirate all’era contemporanea inglese, rappresentate, tra tutte, da una particolare forma Gigamax, quella di Duraludon chiaramente ispirata al The Shard – uno dei più alti palazzi della City.

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Anche in questo titolo non mancano le forme regionali, chiamate ovviamente forme Galar. Alcune di esse hanno fatto parte della campagna marketing, altre invece saranno da scoprire durante l’avventura. Fatto sta che anch’esse sembrano ben in sintonia con questa nuova regione, giustificando al meglio le loro mutazioni e dando ad alcuni di essi letteralmente nuova vita, tornando alla ribalta dopo essere finiti per lungo tempo nel dimenticatoio.

In definitiva, al netto dei gusti soggettivi di ognuno, a questo nuovo Pokédex va dato il merito di essere in completa sintonia con Galar e di aver tirato fuori idee originali, valorizzando grazie alle forme regionali e alle Gigamax, molti Pokémon, vecchi e nuovi, allo scopo di invogliare i fan ad immergersi in questa nuova avventura tra nuovi mostriciattoli e vecchie, gradite, conoscenze.

Pokémon Spada e Scudo: sì o no? Gigamax!

Anche se non fosse amore, non per questo è da buttare

Parafrasando la band romana de iCani, chi scrive reputa che la frase migliore per riassumere l’esperienza offerta da Pokémon Spada e Scudo sia esattamente quella citata. I titoli del vero lancio dei mostri tascabili su Nintendo Switch appaiono agli occhi di chi gioca un bell’esperimento, in fin dei conti riuscito anche abbastanza bene, ma non privo di macchia.

La regione di Galar, il variegato e coerente Pokédex, l’altissima varietà nella personalizzazione e l’inserimento dei raid rendono il percorso su ibrida di Pokémon molto piacevole; agli occhi ed al cuore. Nonostante ciò, come già detto, non mancano degli errori che occhi esperti avrebbero volentieri evitato di vedere all’interno di questi giochi. Le aspettative sul comparto tecnico, si sa, erano davvero alte, ma sono state in parte deluse.

In conclusione, si può affermare che Pokémon Spada e Scudo siano senza dubbio i titoli migliori della saga, ma che – d’altro canto – si poteva osare molto di più. Con un gameplay del tutto convincente ed immersivo, una trama ben studiata ed architettata a dovere e con tante nuove funzioni ad accompagnare una colonna sonora senza macchia, curare maggiormente il reparto grafico avrebbe inserito questa coppia di titoli nell’olimpo dei capolavori per Switch. La redazione di Pokéuomo, comunque, li reputa dei veri e propri must per appassionati e non, perché si tratta di titoli perfettamente in grado di divertireintrattenere e stupire positivamente i videogiocatori.

Avete voglia di giocare a Pokémon Spada e Scudo? Munitevi qui di una Nintendo Switch Lite a tema, e qui (o qui) delle copie dei giochi! Che ne pensate dei nuovi titoli Pokémon? Fatecelo sapere con un commento sui nostri canali social o sulla Pokéuomo Treehouse.

Fan di Pokémon sin dai suoi primissimi anni di vita, pensa che sarebbe utile un corso di laurea su come redigere biografie sul proprio profilo utente. Musicista, giornalista, social media manager, ci prova per lo meno. Da due anni è la faccia barbuta che si cela dietro Pokéuomo.

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