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L’arte di vivere un’avventura ha un nome: “The Legend of Zelda”

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Se si legge la parola “avventura”, quale videogioco verrebbe subito in mente alla maggior parte dei videogiocatori?

La stragrande maggioranza dei titoli che vengono attualmente proposti sul mercato sono classificati proprio in questa maniera: da Minecraft a The last of Us, da Crash Bandicoot alle avventure grafiche. Generi diversissimi per struttura, gameplay e tipo di interazione, vengono fatti rientrare all’interno di questo grande contenitore ormai saturo.

D’altronde attribuire questa classificazione all’ultimo gioco di ruolo, action o platform non è di certo un errore. Infatti l’esplorazione, la risoluzione di enigmi, l’interazione con personaggi di gioco e la narrazione più o meno articolata sono tutti quanti elementi fondamentali nel definire un’avventura. Tuttavia l’eccessivo uso che si fa di questa parola, non solo in ambito videoludico, ma anche nella letteratura o nella cinematografia, ha fatto perdere di vista a molti il suo reale significato

L'arte di vivere un'avventura ha un nome: "The Legend of Zelda" 2

I primi passi: Cos’è REALMENTE un’avventura?

È comune associare questa parola a dei particolari momenti molto travagliati della nostra vita, magari a una vacanza, a una relazione breve ma intensa, oppure a una sfortunata catena di eventi che si è conclusa per il verso giusto. Tuttavia se per un attimo facessimo un passo indietro e immaginassimo di tornare bambini, ci renderemmo conto che un’avventura era qualcosa che coinvolgeva fisicamente o emotivamente in maniera molto marcata, non era di certo un avvenimento da tutti i giorni.

In realtà tutte le persone, chiuse nella monotonia della quotidianità, hanno bisogno di un’avventura. Sia essa breve, lunga, intensa o più rilassante; quest’ultima permette di sentirsi vivi, attivi, e dà un senso a tutti i periodi di sopportazione e di fatica che la precedono. Quell’attimo, quel particolare momento di trepidante attesa, di viaggio, di percezione dell’ignoto, appaga e riempie la nostra anima umana. E una volta che tutto si è concluso non si vede l’ora di raccontare ad altre persone tutti i dettagli dei viaggi appena intrapresi, delle esperienze vissute, di ciò che si ha sperimentato, e di farli sentire partecipi nella propria vita. Fa parte della natura umana: nessuno vorrebbe essere inghiottito nel vortice della monotonia e della noia perpetua!

Ma c’è dell’altro…

Insomma, questa lunga e forse troppo scontata permessa aveva lo scopo di fare riflettere su una parola tanto banale ma altrettanto densa di significati, e che forse tendiamo a sottovalutare molto spesso. E tutto ciò come si ricollega ai videogiochi?

E’ semplice: come tutte le forme di intrattenimento, anche i videogiochi ci permettono di vivere delle avventure quando non sarebbe altrimenti possibile farlo. Proprio come un romanzo, un film o una serie tv. Anzi volete sapere una cosa, cari detrattori del media videoludico? Molto più di un romanzo, di un film o di una serie tv. Perché uno scrittore bravo riesce a intrattenere, a emozionare e far riflettere il suo pubblico raccontando delle storie immaginarie o vissute da qualcun’altro. Lo stesso vale per il regista o qualsiasi creativo nell’ambito della cinematografia. Ma il videogioco, diversamente, ti fa vivere un’avventura in prima persona. Non sei più l’amico che ascolta il fortunato appena tornato dal viaggio negli USA. Sei tu che hai viaggiato, tu che hai avuto la percezione dell’ignoto, tu che hai visto le meraviglie che quel luogo così incredibile ti ha voluto mostrare. 

Certo, è un’esagerazione. D’altronde non hai fatto altro che pigiare qualche tasto e spostare qualche analogico, non ti sei mosso da nessuna parte, eccezion fatta per il breve tragitto che separa il tuo salotto dal bagno. È questo è ciò che si vede da fuori, da chi è oltre la barricata, da chi il videogioco proprio non lo conosce. Ma tu sai benissimo cosa hai visto, cosa hai sentito e cosa hai provato in quei momenti; e nonostante la limitata interazione con il joystick, sai di aver portato a termine quell’ avventura con le tue sole forze, e adesso non vedi l’ora di condividere le tue esperienze con qualcun altro che sia in grado di capirti.

E’ vero, magari non avrai vissuto la tua personale avventura, magari quella di Nathan Drake, del Comandante Shepard o dell’androide Connor. Ma a te non interessa, l’importante è che a decidere cosa fare, come combattere e che scelte compiere fossi tu, tu e nessun altro. Anzi, probabilmente ti infastidisci quando il software ti guida troppo, ti dice cosa devi fare e come devi farlo. Insomma, devi essere libero di agire, proprio come in una vera avventura!

Ancora un piccolo sforzo, tra poco si parte!

Arrivati a questo punto si ritiene che sia inutile specificare che, ovviamente, non si può paragonare un viaggio o un’esperienza di vita a un videogioco. Né tantomeno un videogioco può sostituire o appagare perpetuamente il nostro desiderio di avventura.

Sta di fatto che non sempre sia possibile permettersi di fare i bagagli e partire per mete sconosciute. Per buona parte della nostra vita siamo costretti a imparare, lavorare, sudare per ottenere ciò che desideriamo. E per quanto piacevole possa essere la propria occupazione, non si può dire che non richieda tutto il nostro impegno. Quindi ecco che entra in gioco l’intrattenimento: nei momenti di relax o di attesa cerchiamo un’occupazione che ci aiuti a scacciare la noia e che, soprattutto, ci diverta. Ecco come mai molti leggono libri, praticano sport o guardano la televisione. 

Volendosi soffermare sui romanzi, non è un caso che tra i primi romanzieri inglesi ad avere un certo successo figurino nomi come Defoe o Swift, autori di due tra i più famosi romanzi d’avventura ancora molto popolari tra i ragazzini, quali “Robinson Crusoe” e “i Fantastici viaggi di Gulliver”. Invece facendo un salto indietro nel tempo, è impossibile dimenticare l’Odissea, poema epico di grandissimo successo che fa del viaggio, della scoperta e dell’avventura le proprie colonne portanti.

Insomma, sin dalla notte dei tempi, l’avventura come genere letterario/cinematografico/videoludico continua ad appassionare e a coinvolgere milioni e milioni di fruitori di questi media così diversi tra di loro. 

Ma torniamo al quesito che vi abbiamo posto all’inizio di questo approfondimento nell’ambito videoludico. Qual è il gioco che, più di ogni altro, colleghereste al tema dell’avventura? O meglio, quale più degli altri vi fa provare le vertigini del viaggio e della scoperta? 

Attenzione, non ci sono risposte più giuste delle altre. La domanda è estremamente soggettiva, quindi ognuno è libero di pensare al titolo che più ritiene coincidente a queste indicazioni. 

L'arte di vivere un'avventura ha un nome: "The Legend of Zelda" 3

 

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Siamo 4 ragazzi con la passione per il mondo Nintendo e i videogames in generale. Abbiamo anche un canale YouTube che ha lo scopo di diffondere la cultura della grande N!

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