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Recensione: The Church in the Darkness – “Inconcreto”

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Recensione: The Church in the Darkness - "Inconcreto" 1

The Church in the Darkness

6.2

Gameplay e longevità

5.5/10

Comparto grafico e sonoro

6.3/10

Coerenza e cura del dettaglio

6.8/10

Pros

  • I 19 finali offrono un'ampia rigicabilità
  • Trama e ambientazioni stimolanti e fuori dal comune
  • Diversi modi di approcciarsi al gioco con un gameplay mutevole

Cons

  • Gameplay mediocre e ripetitivo
  • Ia non sempre all'avanguardia
  • Meccaniche frustranti che non incentivano a lunghe sessioniMeccaniche frustranti che non incentivano a lunghe sessioni
  • Prezzo elevato rispetto a cio' che offre

Forse non tutti sono a conoscenza dei fatti di Jonestown. Quest’ultimo è il nome informale di una comunità religiosa situata nel nord della Guyana fondata da un pastore statunitense, e si fece conoscere tramite uno dei fatti più singolari e bizzarri della storia: 909 persone si suicidarono avvelenandosi con del cianuro.

Molti di voi si staranno chiedendo cosa c’entri tutto ciò con The Church in the Darkness e la risposta è presto servita: il titolo sviluppato da Paranoid Production prende proprio spunto da quella vicenda, e fin dalla descrizione del gioco, i propositi e la trama sono molto avvincenti.

Il gioco è disponibile dal 2 agosto di quest’anno su tutte le piattaforme, sia console (PS4, Xbox One, Nintendo Switch) sia PC.

Recensione: The Church in the Darkness - "Inconcreto" 2

LA CITTÀ DELLA LIBERTÀ

Più che “la chiesa nell’oscurità”, la potremmo definire “nella foresta”: il gioco è ambientato nella giungla sudamericana, dove, Isaac e Rebecca Walker decidono di fuggire, in seguito ad essere stati etichettati pericolosi e perseguitati dal governo degli Stati Uniti. Qui i due estremisti socialisti, insieme ai loro seguaci fondano la loro città, nominata Freedom Town. Il giocatore vestirà i panni di Vic, un ex agente delle forze dell’ordine, che avra il compito di trovare Alex, suo nipote, del quale non abbiamo più notizie. Come detto in precedenza tutto ciò è considerato molto intrigante e stimolante.

La trama è davvero molto avvincente fin dalle prime battute di gioco. Il contesto nel quale si verrà catapultati non è da titolo da tutti i giorni, e richiama fin da subito l’attenzione del videogiocatore. È bene fare una precisazioni: il gioco non è tradotto in lingua italiana, quindi richiede una buona padronanza della lingua inglese, e può risultare non intuitivo ai più giovani o meno colti della lingua anglosassone.

Recensione: The Church in the Darkness - "Inconcreto" 3

LA SCELTA È TUA!

Il primo impatto con il gameplay è sicuramente positivo: risulta semplice e di facile approccio, nonostante non manchino limitazioni e compromessi. Si presenta con delle componenti roguelite, fin dall’ inizio potremo scegliere quali oggetti portarci con noi, se preferiamo dei proiettili in più oppure più semplicemente dei vestiti per sembrare più degli abitanti del posto e dare meno nell’ occhio.  Ogni npc ha un suo “raggio” nel quale, se entreremo, balzeremo all’attenzione di guardie e saremo costretti a scappare o a dare inizio ad una sparatoria; questa scelta spetterà a noi, infatti potremo scegliere il nostro modo di agire, “personalizzandoci” la run: o si evita le guardie cercando di non essere scoperti, oppure si apre il fuoco a qualsiasi cosa ci si parerà davanti. Ma il bello non finisce qui perché a seconda delle nostre azioni, se verremo catturati “il gioco” ci darà o meno una seconda possibilità.

Detto questo è bene analizzare anche il retro della medaglia, perché dopo la prima mezz’ora di gameplay, verrà a scemare quell’effetto sorpresa e senso di steath-action: il metodo per affrontare o aggirare le guardie è sempre il medesimo, senza alcuna novità o variabile che subentri e alla lunga può risultare noioso e ripetitivo. Altro punto a sfavore sono le sparatorie, con una tecnica di mira molto farraginosa e scomoda. Spesso ci capiterà di preferire di scappare e correre piuttosto che affrontare i nemici, che non sembrano neanche dotati di un’intelligenza artificiale molto avanzata: se verremo rincorsi e ci nasconderemo in un armadio, queste non noteranno la nostra presenza e ci daranno per dispersi.

Tutto ciò è davvero un grosso dispiacere perché in alcuni casi può portare nel giocatore la voglia di spegnere il gioco e lasciare tutto lì, completamente il contrario rispetto a quello che erano i presupposti.

Recensione: The Church in the Darkness - "Inconcreto" 4

COMPONENTI TECNICHE: CIELO E TERRA

La natura Indie del titolo va sicuramente ad incidere sul comparto grafico di The Church in the Darkness. Se dal mero punto di vista visivo i dettagli dell’ambiente possono risultare trascurati, dal punto di vista del gameplay può essere un aiuto per concentrarsi sulle guardie e sulle azioni da effettuare. Le animazioni non sono di certo laboriose, ma si sposano bene con l’ambientazione circostante, che è gradevolmente esplorabile grazie alla visuale dall’alto, utilissima per localizzare meglio i nemici e gli npc.

Il comparto grafico va a cozzare, invece, quando saremo chiamati a ritrovare dei particolari npc che saranno utili per il proseguo della trama. Praticamente le guardie sono sprite tutti uguali, e ciò renderà la missione più difficile del previsto. Nota gradevole sono gli audio che sentiremo partire mentre si esplora il mondo di gioco, utili anche a capire la lore e i comportamenti dei due leader Isaac e Rebecca.

Recensione: The Church in the Darkness - "Inconcreto" 5

UN FINALE A SORPRESA!

Volendo analizzare i momenti conclusivi del prodotto di Paranoid Productions, il titolo riacquista un po’ del lustro perduto, seppur in piccola parte. Nonostante il gameplay non cambi durante la durata della prima Run, una volta tratto in salvo Alex, si verrà messi al corrente dal gioco stesso della presenza totale di 19 finali diversi, divisi fra tipologia e difficoltà scelta.

La presenza di un numero così elevato di finali per un titolo indie non è da considerarsi una cosa da poco, inoltre a voler rendere l’esperienza di gioco un po’ più varia, ad ogni finale si sbloccheranno nuovi oggetti come una pistola con munizioni tranquillanti che potranno essere reperiti ed utilizzati solamente iniziando un’altra partita.

L’inizio di una nuova run di gioco, non sarà tuttavia identica nel tutto e per tutto alla precedente, infatti l’ubicazione dove dovremo effettuare l’incontro con i personaggi chiave cambierà di volta in volta, sia per una nuova run di gioco, sia se dovessimo sfortunatamente essere catturati e morire nel tentativo di salvare Alex.

Recensione: The Church in the Darkness - "Inconcreto" 6

The Church in the darkness: luci e ombre

In definitiva, per quanto questo titolo si impegni ad offrire un’esperienza di gioco ben amalgamata con una storia accattivante, ci riesce solo in parte. Le premesse sono senz’altro buone, ma ciò che lo trascinerà presto nel dimenticatoio della vostra console è senza dubbio la ripetitività del gameplay, nonostante la presenza di tal numero di finali ed oggetti extra ad ogni nuova run.

Il titolo in questione è disponibile per le console attualmente sul mercato e per PC ad un prezzo di 19.99 dollari, un prezzo elevato per la longevità del titolo e i difetti riscontrati, soprattutto in termini di gameplay. Tuttavia per i curiosi un pensierino è più che giustificato. E voi cosa farete? Lo acquisterete? Fatecelo sapere tramite i nostri social! Continuate a rimanere sintonizzati per tante nuove notizie a tema Nintendo e Pokémon. Un saluto da Pokéuomo.

 


La videorecensione

Siamo 4 ragazzi con la passione per il mondo Nintendo e i videogames in generale. Abbiamo anche un canale YouTube che ha lo scopo di diffondere la cultura della grande N!

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