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Recensioni

Astral Chain: la recensione del titolo Platinum

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Astral Chain: la recensione del titolo Platinum 1

Astral Chain

8.7

Gameplay e longevità

8.5/10

Comparto grafico e sonoro

8.5/10

Coerenza e cura del dettaglio

9.0/10

Pros

  • Ottima rigiocabilità
  • Combat system profondo e variegato
  • Molti segreti da scoprire
  • Godibile anche in portable

Cons

  • Sistema di controllo Legion un pò legnoso
  • Poca personalizzazione del personaggio

E’ finalmente stato rilasciato Astral Chain, nuovo titolo action sviluppato dai Platinum Games per l’ammiraglia della grande N. Dopo diversi giorni di sessioni intensive, oltre ad aver quasi portato la mia Switch al suo punto di fusione, possiamo tirare le somme di questa nuova IP.

Personalizzazione e inizio

Appena avviato il titolo ci troviamo nel menu personalizzazione del personaggio, purtroppo però salta subito all’occhio la mancanza di modifiche sostanziali per i due personaggi disponibili, prima tra tutte la scelta di un volto diverso.

Il giocatore infatti può scegliere il sesso, la capigliatura e i diversi colori della carnagione, di capelli, occhi e labbra. La mancanza di personalizzazione viene giustificata dall’incipit della storia che vede due gemelli entrare nella task force Neuron, reparto speciale della polizia dell’ultima città sulla terra chiamata Ark. L’aspetto del personaggio potrà comunque essere cambiato in qualsiasi momento presso l’armadietto personale situato nel QG.

Il doppiaggio in lingua inglese non riesce a convincere pienamente, d’altro canto quello in lingua originale raggiunge ampiamente la sufficienza riuscendo a regalaci un comparto sonoro di tutto rispetto.

Astral Chain: la recensione del titolo Platinum 2

Dopo aver ricevuto il nostro Legatus, sistema che permette ai membri della Neuron di controllare i Legion, incominceremo a prendere dimestichezza con il sistema di controllo e di combattimento. Mentre il secondo si presenta estremamente variegato e profondo, il sistema di controllo purtroppo tende a risultare macchinoso, soprattutto durante le fasi investigative con il Legion Bestia.

Terminata questa parte iniziale che funge da tutorial introducendo al giocatore le meccaniche base del combat system comincia una opening in stile anime con tanto di OST personalizzata che dà un tocco di originalità al titolo Platinum.

Astral Chain è strutturato in capitoli e all’inizio di ognuno il giocatore potrà decidere di cambiare la difficoltà. Il titolo incomincia automaticamente in modalità facile per godersi appiano il comparto narrativo. Inutile dirvi che la modalità normale sia quella più consigliabile per giocatori che vogliono un livello di sfida un po’ più elevato senza comunque risultare troppo impegnativo.

Combat system innovativo grazie ai Legion

Per l’intera durata dell’avventura l’abilità offensiva del personaggio si basa sul ManganelloX, arma polimorfica trasformabile in pistola, manganello e spadone che rimanda a quella in dotazione all’agente DARPA Sam Gideon. Altro elemento fondamentale è il già citato Legatus, il sistema che permette ai membri della Neuron di controllare le chimere grazie alla catena astrale trasformandoli in Legion.

I Legion hanno una resistenza visibile a schermo dopo essersi materializzato, una volta terminato questo indicatore il Legion scompare lasciando il giocatore indifeso durante il cool down, starà dunque al giocatore adeguarsi alle determinate situazioni.

Nel corso della storia al giocatore viene data estrema libertà di decidere se evolvere il ManganelloX, ottenendo così nuove mosse, oppure se dare precedenza al sistema Legatus, andando ad aumentare il raggio della catena astrale e l’indicatore della resistenza dei Legion.

Altra meccanica fondamentale che va ad ampliare le possibilità del combat system è lo Stato di Furia, modalità berserk che implementa notevolmente le possibilità offensive del protagonista. Durante questa trasformazione infatti si possono eseguire dei potentissimi attacchi combinati con i Legion a patto però che venga usata l’arma giusta. Anche difensivamente vengono aumentate le skill del personaggio con diverse abilità come ad esempio una recovery quando quest’ultimo subisce un attacco pesante.

Astral Chain: la recensione del titolo Platinum 3

Ultimo elemento che contribuisce a dare profondità a tutto il sistema di combattimento è la possibilità di modificare le abilità attive dei Legion da un comodo skill-tree. Le abilità passive invece dovranno essere equipaggiate manualmente nell’apposito menù. Ogni abilità passiva ha un costo in slot occupati, più sono gli effetti che la passiva presenta più sarà alto il costo per poterla equipaggiare.

Come ogni action che si rispetti, il combat system risulta profondo e con un corposo quantitativo di meccaniche che lasciano il giocatore inizialmente spiazzato. Una volta padroneggiato però si dimostra veloce e frenetico regalando momenti epici in pieno stile Platinum.

Altra piccola criticità la si riscontra con il sensore di movimento del pad che, purtroppo, non può essere disabilitato nelle impostazioni del titolo. Questa features risulta estremamente implementata in Astral Chain, alcune delle abilità uniche dei Legion attivabili con il tasto L infatti sfruttano sia lo stick analogico sia il giroscopio del pad per mirare.

11 capitoli, un mare di side quest e tanti segreti da trovare

Astral Chain ci propone una story line suddivisa in 11 capitoli dalla durata media di 2 ore ciascuno con un ultimo capitolo segreto chiamato FILE SEGRETO 12. Già dal primo incarico affidato al nostro personaggio però si può notare come il titolo sia pensato per essere rigiocato più volte. Nella zona della missione infatti sono presenti oggetti ambientali con cui il giocatore potrà interagire solo dopo aver ottenuto gli altri Legion. Le varie zone in cui si svolgono i capitoli sono piene di vita e ricche di cose da fare, oltre agli incarichi primari denominati CASI e i CASI SECONDARI, indicati rispettivamente da un’icona quadrata rossa e da un’icona circolare blu, sono presenti diverse fasi investigative, encounter casuali, collezionabili e segreti da trovare.

Sono presenti anche delle speciali Assegnazioni che il giocatore dovrà completare per ottenere oggetti consumabili, materiali, modifiche per i Legion e soprattutto personalizzazioni estetiche per questi ultimi. Dal terminale Legatus, accessibile nella sala di comando del QG, sarà possibile effettuare la manutenzione e possibile cambiare i diversi colori dei Legion, è presente una colorazione chiamata Colore 20 che rimanda, anche in maniera abbastanza evidente, all’EVA01 della serie Neo Genesis Evangelion.

Astral Chain: la recensione del titolo Platinum 4

Il titolo presenta tutte le meccaniche a cui ormai la casa di sviluppo ci ha abituati: al completamento di una delle molteplici attività presenti, di una missione o di un capitolo, al giocatore viene assegnata una valutazione. Questo voto serve a fare aumentare di grado il nostro personaggio all’interno dei ranghi della Neuron ottenendo di conseguenza costumi e personalizzazioni estetiche.

Conclusioni

Astral Chain è un titolo ambizioso che riesce a spingere la console Nintendo al massimo. Sotto la supervisione di Hideki Kamiya, il character design Masakatsu Katsura ci porta in un mondo vibrante e ricco di vita. Un plauso va fatto anche alle dimensioni astrali che seppur simili differiscono l’una dall’altra riuscendo a non cadere nella ripetitività.

Il sistema di controllo dei Legion non convince pienamente risultando legnoso durante le fasi esplorative, ma grazie ad un combat system profondo ed estremamente variegato questo problema si percepisce decisamente di meno. La presenza dei 5 Legion e di una difficoltà difficile sbloccabile dopo il completamento di un capitolo danno al titolo una grande rigiocabilita.

Altra aggiunta molto gradita è il multiplayer in locale che permette a due amici di giocare controllando rispettivamente personaggio e Legion. Platinum Games ormai è un’istituzione per quanto riguarda gli action e Astral Chain va a rafforzare questa posizione.

Tecnico informatico di giorno, videogiocatore incallito la notte e otaku in ciò che rimane delle sue giornate Eduardo "Dundam" Bleve inizia il suo percorso nel mondo videoludico con un game boy color, due pile stilo e la cartuccia di WarioLand. Nel cuore porta interminabili battute di caccia su Monster Hunter, sua saga preferita che lo accompagna dall'era Playstation2.

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