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Three Houses: Un gioco adatto proprio a tutti?

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Dopo aver completato la prima e personalissima run in Fire Emblem Three Houses, tredicesimo capitolo della serie principale, la tentazione di condividere alcune osservazioni con altri giocatori è esplosa. È impossibile affermare che le 38 ore di gioco accumulate siano passate lentamente e dolorosamente.

Three Houses è pienamente promosso dal punto di vista ludico e di intrattenimento anche grazie a un gameplay solido e costruito in anni e anni di formazione della saga. Badate bene: i difetti ci sono e a volte sono abbastanza visibili, ma è importante notare che sono mancanze relativamente trascurabili nate soprattutto dal fatto che l’hardware della Switch non garantisce prestazioni eccellenti, soprattutto in portatile. 

Sebbene alcune texture degli abiti e delle strutture presenti nel gioco siano a volte fastidiosamente poco definite, la console è spremuta al massimo, riscaldandosi abbastanza velocemente in modalità docked e scaricandosi in tempi record se utilizzata in modalità portatile. Tuttavia non è affatto vero che il gioco sia poco fruibile o, proprio per questi motivi, per niente godibile. Anzi dopo aver imparato a convivere con la propria switch impegnata a far girare il titolo targato Intelligent Systems, ci si ritrova spesso e volentieri con il pad saldamente impugnato e con la mente focalizzata nel guidare le proprie truppe verso la vittoria. 

Prima di incominciare davvero a parlare di Fire Emblem Three Houses, è necessaria un’ulteriore precisazione: queste opinioni sono fornite non da un grande esperto di Fire Emblem, ma da un semplice giocatore, che ha avuto sì modo di conoscere la saga, ma non in maniera approfondita.

Ma aspettate prima di chiudere questo articolo, il fatto che proprio questo testo sia stato scritto da una persona che si è approcciata alla saga solo qualche volta, può essere in realtà un punto a favore per la comprensione della situazione che questo titolo gode. Perchè? La motivazione è semplice: con l’arrivo di Switch, molti giocatori che prima non conoscevano Fire Emblem, ora hanno modo di conoscere la saga. Questo articolo quindi è volto agli indecisi o a chi non ha avuto la possibilità di “farsi le ossa” con Awakening, titolo che aveva proprio l’obiettivo di rilanciare la saga e ampliare il bacino d’utenza ai tempi del 3DS, storica console portatile di Nintendo. Ponetevi quindi la seguente domanda: “Fire Emblem Three Houses fa per me?”

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PRIMA LE BASI: È UNA PARTITA A SCACCHI!

Nel senso che si gioca su una scacchiera? Non proprio! Per chi è fan della saga o per chi non teme letteralmente la morte delle proprie unità è presente la storica modalità classica, ovvero quella caratteristica che ha reso celebre la saga videoludica. Fire Emblem Three Houses se giocata in questa modalità infatti, accentua esponenzialmente il suo genere strategico, dato che l’unità che soccombe ai colpi nemici è persa per sempre! Esatto questa modalità ha come base il permadeath. Sarà quindi necessario ridurre al minimo le mosse azzardate per evitare la morte delle proprie unità.

Tuttavia non disperate care matricole della saga! Intelligent Systems ha deciso di aiutare sia i giocatori che vogliono cimentarsi con un’esperienza più fedele agli originali fire emblem con la modalità classica, sia ai giocatori che vogliono godersi più la trama. Three houses infatti ha incluso la modalità principiante (modalità che esclude la dinamica di morte permanente, le truppe non muoiono ma battono ritirata), introdotta la prima volta in Awekening e infine il battito divino, ovvero il potere del nostro protagonista Byleth, che permette di riavvolgere il tempo (e quindi si avrà la possibilità di correggere i propri errori commessi in battaglia) come accadeva similmente in Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia attraverso la ruota di Mila.

Per motivi di trama è meglio evitare di parlare del potere del protagonista e di come sia in grado di esercitarlo, vi basterà sapere che è proprio grazie alla manifestazione di tale potere che Byleth diventerà fin dalla prima ora di gioco un’ insegnante del Garreg Mach il monastero presente in Three Houses. Per concludere la presentazione del gameplay del gioco in questione si deve precisare che è stata modificata l’influenza della ormai tanto conosciuta, quanto ben consolidata, formula del carta-sasso-forbice. 

Ecco una spiegazione facile e veloce: 

Storicamente, e in linea di massima,  le unità armate di spada e tomi erano avvantaggiate contro le unità armate di asce e archi che a loro volta erano in grado di battere i soldati equipaggiati con lance e armi nascoste (generalmente shuriken e pugnali) ovvero le armi in grado di battere le spade e i tomi magici. Ecco quindi il famoso triangolo delle armi, un semplice ciclo perfetto di vantaggi e svantaggi che era necessario memorizzare per saper dispiegare al meglio le proprie truppe.

Come è stato modificato il gameplay di Fire Emblem sotto questo punto di vista? Molto poco a dire il vero. Il triangolo ha fatto spazio a mosse speciali che compromettono maggiormente lo stato delle armi impugnate ma garantiscono colpi più letali. Queste abilità si apprendono principalmente con gli insegnamenti impartiti da Byleth ai propri studenti e nel far usare all’ unità interessata la specifica tipologia di armi che deve imparare ad usare. Vi è inoltre da dire che esistono ancora le debolezze contestuali basate sul vecchio triangolo: Le unità volanti temono gli archi, i cavalieri dovrebbero evitare le unità che imbracciano lance e così via…

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PERSONAGGI STEREOTIPATI…

Se dobbiamo parlare in modo informale di un’altro motivo sul perchè giocare a fire emblem in generale, al di fuori della trama, del gameplay e delle ambientazioni fantasy, si può riflettere sui personaggi dei propri sogni: le cosiddette Waifu (termine che ha origine da Wife) e dagli Husbando (Termine che ha origine da Husband).

Fire emblem forse sta un po’ esagerando con i personaggi stereotipati, questo si era già visto particolarmente con i titoli di Fates con la classica “sorellina onii-chan” e la “sorellona Ara-Ara”.
C’è da dire che i personaggi questa volta hanno anche una certa consapevolezza dell’ambiente sociale e politico che li circonda.
Avremo quindi la ragazzina timida e impacciata che comunque vuole e deve diventare più estroversa per diventare un giorno una figura nobiliare migliore, oppure potremmo incontrare la procace professoressa in cerca di amore da colleghi, studenti e non.
Nel mentre, per gioia degli amanti dei personaggi maschili, avremo il cavaliere don giovanni, lo stratega Tsundere e il tipo rissoso.
Ce n’è per tutti i gusti, e questa volta presentano nei dialoghi una certa responsabilità verso i ruoli che nella società ricoprono.
Si parla spesso di politica, di lealtà e di matrimoni

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Abbiamo citato matrimoni, ebbene ritornano anche in Three Houses e sono una materia interessante da affrontare, Byleth può intraprendere relazioni amorose raggiungendo il supporto S con un’altro personaggio.
La prima cosa che lascia piacevolmente sorpresi è come Intelligent Systems e Nintendo abbiano dato la possibilità al giocatore di intraprendere relazioni omosessuali, una questione che generalmente in giappone è perfettamente lecita e ammessa senza problemi ma che ciononostante viene tenuta nascosta e privata.
Byleth avrà quindi un ampia scelta tra i possibili partner e ciò fa solo che piacere.

È peccato, invece, che sia l’unico a poter raggiungere il grado S di affinità con il risultato nel dover dire addio alle ship forzate tra personaggi e purtroppo anche ai figli.
Infatti dai tempi di Genealogy of the holy war fino ad arrivare ai più recenti Awakening e Fates, era possibile fare matrimoni e figli per ottenere più unità nel corso del gioco.
Questa mancanza in ogni caso è obiettivamente giustificabile dato che in Three Houses non c’è davvero tempo per far crescere questi ipotetici giovani

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…MA PROFONDI!

Sempre rimanendo in tema personaggi, potete dormire sonni tranquilli! Gli eroi principali come ad esempio Rhea, Dimitri, Eldergard e Claude sono caratterizzati perfettamente. Hanno un loro spessore, una loro motivazione per scendere sul campo di battaglia.

Ad esempio, prendendo in riferimento il personaggio di Edelgard si potrà riflettere su come una sua ideologia vada in contrasto con il ruolo che ricopre… Vuole il potere per distruggere il potere, o semplice personaggio con idee apparentemente contrastanti? La verità sta nel mezzo, senza cadere in spoiler si può affermare che questa apparente incoerenza nasconde in realtà una buona scrittura di un personaggio sviluppato su diverse scale di grigi: in altre parole, concepito bene. 

L’unica cosa che vi può mettere all’angolo è la scelta della casa con cui fare la prima run. Piccolo consiglio rimanendo vaghi: reclutate a più non posso, la guerra è alle porte e quest’ultima procura molte sofferenze per chi si affeziona troppo…

 

THREE HOUSES HA SCOPIAZZATO UN PO’ DA PERSONA?

L’impressione che si può avere anche nelle prime ore di gioco dopo aver raggiunto il Garreg March è quella di un fire emblem che ha preso ispirazione da vari giochi, alcuni nintendo altri no. Il minigioco della pesca nel monastero ricorda le dinamiche presenti in Xenoblade chronicles 2 durante il breve minigame del recupero tramite immersione.

E per quanto riguarda  il prepararsi andando avanti e indietro per una mappa, per migliorare alcune statistiche in preparazione di una battaglia o per aumentare il proprio carisma e fascino per reclutare e corteggiare un determinato npc, non vi sembra familiare come meccanica? Alcuni di voi avranno avuto qualche deja vu di Persona, famosa saga della Atlus. L’aver copiato o meno è irrilevante perchè funziona, e se funziona allora merita di venir usato! 

Three Houses ha implementato con successo queste fasi esplorative e preparative con altre fasi di approfondimento e sviluppo dei personaggi tramite attività particolari o conversazioni davanti a un thé caldo. Tutto questo migliora molto l’esperienza di gioco variando fasi di combattimento a fasi di vita quotidiana al monastero. 

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THREE HOUSES FA PER TE… 

  1. Se ami il genere a cui appartiene. 
  2. Se ami la saga di Fire Emblem. 
  3. Se metti al primo posto la trama e la rigiocabilità
  4. Se ti piace approfondire la Lore dei personaggi, anche secondari
  5. Se hai parecchio tempo per giocare (la prima run senza fare troppe quest secondarie dura in genere 30 ore) 

 

THREE HOUSES NON FA PER TE…

  1. Se sei il tipo di giocatore che cerca sempre titoli dal gameplay frenetico e d’azione
  2. Se sei il tipo di giocatore che non si cura della preparazione delle unità da schierare. 
  3. Se cerchi sempre di bilanciare le statistiche dei personaggi senza farli specializzare i determinati ambiti. 
  4. Se attualmente non hai tempo sufficiente a giocarci: Three Houses non è un gioco che può essere giocato mettendolo in pausa a più riprese. 

 

È TEMPO DI SCEGLIERE!

Fire Emblem Three Houses risulta molto piacevole da giocare, si è dimostrato in grado di migliorare i punti di forza della saga, introdurre novità e rimanere molto accessibile anche al pubblico neofita (soprattutto se quest’ultimo vuole introdursi gradualmente alla saga tramite una prima run in modalità casual/principiante).
Può essere tranquillamente intesa come un’esclusiva di pregevole fattura che migliora il parco titoli di Nintendo Switch.

”Da che parte starai? Aquile nere, Leoni blu o Cervi dorati? La scelta spetta solo a te!”

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Se foste interessati ad un maggiore approfondimento su questo titolo, vi rimandiamo alla nostra guida introduttiva ed al trailer ufficiale.

Siamo 4 ragazzi con la passione per il mondo Nintendo e i videogames in generale. Abbiamo anche un canale YouTube che ha lo scopo di diffondere la cultura della grande N!

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